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RIPOSO ATTIVO, NON LETARGO
L’inattività completa provoca un’immediata caduta delle vostre prestazioni. Un guaio che si può evitare: bisogna dedicarsi tre volte la settimana ad un attività come corsa, sci di fondo corsa, pattinaggio e nuoto su lunghe distanze. E meno libertà a tavola, perché avete bisogno di meno energie.La cessazione completa dell’attività ciclistica determina da subito un progressivo decadimento delle qualità fisiche, che con fatica sono state acquisite con l’allenamento.
QUANTO SI PERDE
E’ molto difficile quantificare quale sia l’entità del peggioramento al quale si va incontro abbandonando del tutto l’allenamento, poiché ciò varia da individuo a individuo e in funzione delle qualità fisiche considerate. Ma per dare un idea di ciò che può accadere, possiamo dire che con tre quattro settimane di inattività, in termini di soglia anaerobica si possono perdere circa i due terzi dei miglioramenti acquisiti con l’allenamento: in altre parole, se un soggetto non allenato ha una soglia anaerobica di 35 chilometri all’ora e una volta allenato riesce a raggiungere i 40 chilometri all’ora, dopo tre settimane di inattività la sua soglia anaerobica può scendere a circa 36-37 chilometri all’ora. Va anche detto che per costui il successivo raggiungimento dei 40 chilometri all’ora di soglia sarà relativamente più facile e rapido che per un soggetto che non si sia già allenato nella stagione precedente.
GLI SPORT ALTERNATIVI
Per ottenere questa caduta prestativa, non resta che una soluzione: evitare di andare “in letargo”, e dedicarsi invece ad attività sportive alternative, che per il ciclista evoluto dovrebbero essere caratterizzate da un’elevata componente aerobica. Vanno molto bene, da questo punto di vista, la corsa a piedi e lo sci di fondo o il pattinaggio e il nuoto su lunghe distanze; utili possono essere anche sport come calcio, pallacanestro o tennis che, per quanto meno specifici, consentono però di “staccare” di più da un punto di vista psicologico(attenzione però ai possibili infortuni!). Sarebbe ideale svolgere una o più di queste attività, almeno tre volte alla settimana. Gli atleti di elevato livello, comunque, non dovrebbero abbandonare la bicicletta nemmeno in questa fase dell’anno,e trovare il tempo per qualche tranquilla uscita di breve durata, su strada o in mountain bike, almeno due volte la settimana.
L’ ALIMENTAZIONE
Attenzione poi all’alimentazione: molti ciclisti tendono a mantenere in questo periodo abitudini alimentari invariate rispetto al resto dell’anno, non solo in termini qualitativi, ma anche quantitativi.Così ingrassano di parecchi chili in pochissime settimane. In questa fase è necessario ridurre l’apporto calorico:
1. Poiché è diminuito il dispendio giornaliero energetico
2. Senza però saltare i pasti e mantenendo una dieta variata. Alcuni ciclisti che incontrano particolari difficoltà a limitarsi dal punto di vista quantitativo, in questo periodo ricorrono anche – una volta al giorno per tre o quattro giorni la settimana – all’uso di pasti sostitutivi ipocalorici. Questo periodo di “riposo attivo” è molto importante per tutti i ciclisti, a patto che non si trasformi in un “letargo”
